Passeggiando Per La Marca

E’ arrivato Passeggiando Per La Marca, Percorsi Guidati fra Macerata e Fermo.

Passeggiando per la Marca (Visita la Pagina Facebook dell’Evento) è un’iniziativa che nasce dalla collaborazione tra Gusta La Marca e MarcheTravel, tre giovani donne che hanno come comune intento quello di valorizzare il territorio marchigiano, proponendo visite guidate a costi accessibili.

Silvia Montironi e Chiarenza Gentili Mattioli, esperte guide turistiche, vi accompagneranno nei quattro siti più affascinanti della Marca del Sud.

Passeggiando Per La Marca – Il Programma:

Martedì Pomeriggio – TOLENTINO: da San Nicola alla Poltrona Frau Ritrovo: ore 16:00 presso Piazza della Libertà

“Tutto pe’ Nico’, niente pe’ Catè” ovvero “Tutto per San Nicola, nulla per
San Catervo” ad indicare la centralità della Basilica di San Nicola nella vita
religiosa e culturale della città medievale di Tolentino. Nel cuore del centro
storico si trova Piazza della Libertà, dominata dalla mole del
cinquecentesco Palazzo Sangallo, dal Palazzo comunale e dalla singolare
Torre degli Orologi. A pochi passi si incontra la magnificenza
architettonica del Santuario della Basilica di San Nicola, compatrono della
città di Tolentino. Nella Basilica è possibile ammirare uno dei più imponenti
soffitti in legno dorato della regione, il chiostro del convento agostiniano, e
gli stupendi affreschi trecenteschi del Cappellone. Tolentino non è solo
città antica, ma anche sede di artigianato d’eccellenza. Poco distante dal
centro, infatti, si trova la Poltrona Frau, azienda attiva da oltre 100 anni
che ha reso visitabile il Museo Poltrona Frau, in cui si racconta la storia
della lavorazione della pelle e la produzione di poltrone, divani e
complementi d’arredo.

Venerdì Pom. – MACERATA: alla scoperta della vera essenza della Marca Ritrovo: ore 16:00 presso Piazza della Libertà

Una città che si apre a cerchi concentrici dalla centrale Piazza della Libertà, circondata da grandiose mura quattrocentesche. Nella Piazza principale della città sorgono gli edifici simbolo: il Palazzo del Governo con la caratteristica Loggia del Grano, il Palazzo Comunale con gli antichi resti dalle vicine colonie romane e l’Università, che sottolineano il ruolo del governo pontificio nelle Marche. Accanto svetta la Torre Civica con il caratteristico orologio astronomico ed il suo caratteristico carosello di personaggi. Una miriade di chiese popolano la città: tra le più significative la piccola Basilica della Misericordia, un vero gioiello dell’arte rococò, e la Cattedrale di San Giuliano, patrono della città. Scendendo si arriva nella grandiosa Piazza Mazzini che da un lato si apre dando accesso allo spettacolare Sferisterio, oggi tempio dell’opera lirica.

Sabato Mattina – TORRE DI PALME: il Borgo affacciato sul mare Ritrovo: ore 10:00 presso Piazza Amedeo Lattanzi

Un castello anticamente dominato dalla vicina città di Fermo, oggi uno dei più tipici borghi medievali delle Marche, reso caratteristico dal suo affaccio sul mare. Il paese è dominato da diverse antiche chiese: la Chiesa di Santa
Maria a Mare, importante testimonianza del XIII secolo con innumerevoli
affreschi trecenteschi e un bellissimo portale, il cinquecentesco Oratorio di
San Rocco, la maestosa Chiesa di Sant’Agostino, un vero scrigno di tesori che ospita il prezioso Polittico quattrocentesco di Vittore Crivelli e altre
pregiate opere d’arte. A pochi passi si apre una delle più caratteristiche
piazze del paese con un ampio panorama sulla costa adriatica dominata
dall’antica Chiesa di S. Giovanni, risalente all’XI secolo. Infine, non si può
non restare catturati dai panorami mozzafiato che si possono scorgere dalle mura difensive e dalla storia di Antonio e Laurina che si sono rifugiati nella Grotta degli Amanti all’interno dell’area floristica protetta del Bosco del Cugnolo, uno dei pochissimi boschi intatti di macchia mediterranea.

Sabato Pom. – FERMO: La Città dai mille volti Ritrovo: ore 16:00 presso Piazza del Popolo

Un paese, a cavallo del mare e dei Monti Sibillini, che si apre su Piazza del Popolo, salotto della città circondata dagli edifici più significativi come il caratteristico Palazzo dei Priori e il Palazzo degli studi, collegati da una elegante loggetta. Attraversando i portici si arriva al Colle del Girfalco da cui si gode un ampio panorama che si apre sul mare Adriatico. Il Colle è dominato dalla facciata medievale della Cattedrale, un vero e proprio libro
di pietra con un caratteristico interno, che testimonia la lunga storia del Cristianesimo, dalle origini ai nostri giorni. Scendendo dal Colle del Girfalco, camminando lungo il perimetro del teatro romano si arriva alla medievale Torre Matteucci, che racchiude intriganti storie cittadine. Infine, un salto indietro nel tempo con la visita alle Cisterne Romane: un autentico capolavoro dell’arte e dell’ingegneria romana. Meravigliosi ambienti sotterranei caratterizzati da grandi vasche che illustrano la storia
dell’approvvigionamento dell’acqua dal I secolo a.C. ad oggi.

Tariffe (eventuali ingressi esclusi)

– Gruppi di minimo 8 persone: €/persona 9,00

– Gruppi superiori a 10 persone: €/persona 7,00

– Sovrapprezzo per guida in lingua inglese: €/persona 2,00

– Ragazzi fino ai 12 anni: €/persona 5,00

MODALITA’ DI PRENOTAZIONE – Passeggiando per la Marca

Per prenotare un percorso è sufficiente inviare SMS O MESSAGGIO WHATSAPP al numero 329 2651213 (Sara) ALMENO 48 H PRIMA con le seguenti informazioni:

– Cognome

– Itinerario (Fermo, Macerata, Tolentino, Torre di Palme)

– N. Persone (indicare n. bambini se presenti)

– Lingua della visita guidata (italiano o inglese)

Arriverà nell’immediato la conferma di pervenuta prenotazione, il tour verrà confermato con un messaggio non appena sarà raggiunto il numero minimo di partecipanti.

Tour Confermati con almeno 8 partecipanti

Passeggiando per la Marca
Itinerari nelle città di Tolentino, Macerata, Torre di Palme, Fermo

La Valorizzazione nel Codice dei Beni Culturali

CODICE DEI BENI CULTURALI

D.l. 22 gennaio 2004, n. 42

Articolo 6
Valorizzazione del patrimonio culturale

1. La valorizzazione consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili*, al fine di PROMUOVERE LO SVILUPPO DELLA CULTURA. Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale. In riferimento al paesaggio* la valorizzazione comprende altresì la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, ovvero la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati.
2. La valorizzazione è amata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze.
3. La Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale. 

* Modifiche effettuate con D. Lgs. 26 marzo 2008, n. 62 e D. Lgs. 26 marzo 2008 n. 63 

L’attività di Valorizzazione del Territorio da me svolta consiste in:

– Organizzazione di eventi promozionali ed informativi

– Progettazione e coordinamento reti di aziende e/o di soggetti misti (pubblici e privati) per accesso a contributi europei, POR, FSE e Coordinamento per EuroProgettazione


– Creazione di percorsi tematici, per lo più culturali ed enogastronomici

– Promozione di iniziative virtuose del territorio

– Promozione di aziende artigiane locali (alimentari e non)

– Sviluppo di progetti in tema di Turismo Sostenibile

– Sponsorizzazione e promozione della Conservazione e del Restauro dei Beni Culturali (con vincolo)

– Percorsi didattici formativi per scuole e bambini

– Studio e ricerca biblioteconomica ed archivistica in merito a Beni Culturali, Iconografia ed Iconologia, Storia e Folklore locali, Stemmi

– Promozione dei prodotti, dei piatti e della cucina locale

Social Network – I Social Network sono utili all’azienda?

Buongiorno a tutti, oggi voglio parlarvi della mia attività di Social Media Manager e dell’utilità dei Social Network per un’azienda, un’attività produttiva o un’impresa.

Social Network Icone

Innanzi tutto è bene specificare che un’azienda oggi DEVE ESSERE PRESENTE SUL WEB, ma non tutte sono adatte a Social Network come Facebook o Instagram.

Prima di affrontare la scelta di essere o meno sui Social Network, è bene capire l’utilità di queste piattaforme e, principalmente, l’obiettivo che si vuole raggiungere tramite questi mezzi di comunicazione.

Quel che ripeto sempre ai miei clienti quasi come un mantra è “I Social Network non sono un fine, ma un mezzo. Fondamentale è capire che obiettivo si vuole raggiungere e COME usarli per arrivarci.”

Spesso si valuta la bravura di un social media manager sulla base dei like che riesce a “strappare” agli utenti. NON E’ QUESTO IL VERO OBIETTIVO, soprattutto per quanto riguarda Facebook.

Il vero obiettivo da raggiungere è la CALL TO ACTION. E’ decisamente inutile valutare un Social Media Manager sulla base dei like se questi ultimi non si traducono ALMENO in una richiesta di informazioni.

Un buon post non attira solo l’attenzione finalizzata al like, ma dovrebbe invogliare l’utente a provare il prodotto o il servizio proposto.

Il post non deve rimanere l’unica fonte di informazione, ma, al contrario, è solo la prima.

L’azione di pubblicazione deve essere affiancata da una buona fonte di informazioni sull’azienda, sulla sua etica e sulle qualità del prodotto, ovvero, il sito internet ed una buona indicizzazione Google.

Prendiamo il caso di un ristorante tipico.

La strategia di comunicazione sui social sarà quella di far venir fame e gola agli utenti, stimolandoli a chiamare per assaggiare il piatto. Il target di un ristorante tipico, però, non è solo quello dei “mangioni”, ma anche e soprattutto degli amanti del cibo realizzato con ingredienti d’eccellenza, a km 0, magari naturali o a basso impatto ambientale, lavorati secondo ricette tradizionali.

Non si tratta dunque solo di mangiare, ma di degustare. Ecco perché ogni singolo particolare del post dovrà concentrarsi sulla qualità del cibo, testimonianza anche di tradizione e storia. La mission di un ristorante tipico è raccontare la storia di un territorio attraverso prodotti e piatti.

Come si può realizzare un buon post?

E’ un’azione complessa, non improvvisata. Il singolo post fa parte di un flusso, di un percorso che va in una precisa direzione, dritto verso la mission.

Ecco quindi un ultimo consiglio alle aziende.

Scegliete sempre PROFESSIONISTI del settore che sappiano:

  • consigliare i Social più adatti all’attività (a volte i social non sono la risposta alla necessità di comunicazione web);
  • pianificare una strategia per ogni social network (collegare i vari social e realizzare un post unico per diverse piattaforme è spesso controproducente);
  • leggere gli strumenti di analisi, i report e le statistiche di ogni singolo social;
  • realizzare strumenti media (foto e video) adatti o collaborare con specialisti del settore (fotografi specializzati in Social Media);
  • individuare l’utilità di un post dalla risposta concreta e non dai soli like;
  • aggiornare la strategia in base ai report ed alle statistiche.

Ora avete tutti gli strumenti per poter decidere.

Siete sicuri di voler sottovalutare la comunicazione Social e di risparmiare proprio su questo aspetto?

L’Astrolabio, una fucina dell’arte nella Marca del Sud

l’Astrolabio, una fucina dell’arte nella Marca del Sud

L’Associazione Culturale l’Astrolabio nasce nel 2017 dall’iniziativa di diversi artisti laureati in diverse accademie italiane, con il principale scopo di avvicinare un pubblico sempre più ampio al fermento artistico contemporaneo.

La loro sede, oltre che essere una vera e propria “galleria” e ritrovo per artisti ed amanti dell’arte, è anche polo RI-creativo. L’Astrolabio organizza, infatti, corsi di creatività, momenti di condivisione e fantasia, dalla pittura ad olio alla ceramica, ma anche corsi originalissimi come il riciclo creativo per adulti e bambini.

Ho conosciuto questa associazione grazie all’organizzazione di alcuni eventi. E’ stata una vera e propria boccata d’ossigeno scoprire che nel territorio della Marca del Sud ci fosse una realtà così bella e così accogliente.

Per conoscere meglio questa iniziativa, vi consiglio di visitare questa pagina Facebook.

Vi segnalo, inoltre, l’evento tra il 14 ed il 20 aprile che avrà luogo proprio nella sede dell’Associazione, via Monte San Michele 31 a San Benedetto del Tronto, per festeggiare i primi due anni di vita di questa bellissima realtà con un’esposizione artistica collettiva.

In ultimo, vorrei fare i complimenti a tutta l’Associazione, in primis alla Presidente Teresa Annibali, per l’ACCOGLIENZA riservata ad ogni realtà che si avvicina. Dal singolo individuo all’azienda del territorio, è palpabile la volontà di collaborare e condividere iniziative.

Sapete benissimo che per me è importantissimo il FARE RETE, con loro è davvero un piacere!

L’accoglienza è un aspetto fondamentale da non sottovalutare. Sentirsi a proprio agio permette ad ognuno di noi di poter esprimere al meglio se stesso, con creatività, fantasia e soprattutto capacità di condivisione.

Un grande grazie all’associazione l’Astrolabio per l’enorme contributo nella difficile valorizzazione di questi territori.

Casolare Azzurro, una famiglia all’insegna della tradizione

Oggi voglio presentarvi una realtà strepitosa: Casolare Azzurro, una struttura di vera accoglienza, una famiglia all’insegna della tradizione.

Casolare Azzurro è un’attività d’eccellenza completa di ristorante, servizio camping e camere, gestita dalla famiglia Sgariglia nella piccola cittadina di Acquaviva Picena.

Creatura nata dalla dedizione per il territorio di Angelo e Viola nel 1988, ora portata avanti dai giovani figli Francesco e Meri, con l’aiuto dei loro consorti Daniela e Stefano.

Azzurro è il vero colore del gusto, il colore degli occhi della famiglia Sgariglia, tutti, per l’appunto, azzurri!

Francesco, con il supporto di Daniela, si occupa dell’amministrazione, Meri è la Chef dal tocco magico e Stefano il maitre, il primo volto che vedete al vostro arrivo.

La tradizione raccontata dai piatti di Meri rimane autentica, portando sempre con sé un tocco di fresca innovazione. L’attività del ristorante è ormai nota al territorio. E’ metà ambita di grandi tavolate e famiglie con bambini.

Da non dimenticare, però, l’eccellenza anche nell’accoglienza ricettiva, camping e camere. La posizione permette di guardare la campagna ascolana ed i suoi meravigliosi colori, fino ad arrivare al mare.

Non mancano le iniziative di valorizzazione del territorio, delle tradizioni e della terra: corsi di ceramica, creatività, panificazione con lievito madre. Vi ricordo, a tal proposito, l’iniziativa per la prossima settimana, il Festival di Primavera, già segnalata nel precedente articolo!

Mi raccomando, non mancate! Dopo i corsi, potrete approfittarne per assaggiare la cucina tradizionale ed innovativa della magica Chef Meri!

Festival di Primavera

Arriva il Festival di Primavera!

Buongiorno,

oggi voglio segnalarvi questa iniziativa che si terrà nei giorni fra il 20 ed il 22 Marzo ad Acquaviva Picena presso il ristorante Casolare Azzurro: il Festival di Primavera.

Si tratta di un’iniziativa della famiglia Sgariglia, proprietaria di questo locale strepitoso, dedicata all’artigianato, alla tradizione ed alla creatività nel rispetto della terra e quindi dell’ambiente.

Corsi per adulti e piccini di ogni genere: corsi di ceramica raku tenuti dal maestro vasaio Alessandro Lisa, corsi di riciclo creativo tenuti dall’insegnante Emanuela Lucidi dell’Associazione Culturale l’Astrolabio, corso di panificazione con lievito madre tenuto da Monica Mancini di Fermento Etico.

Venerdì 22 Marzo speciale corso di riciclo creativo dedicato ai bambini dai 5 anni in su. Gli altri corsi sono destinati esclusivamente agli adulti.

Sarò ben felice di presentarvi tutte queste realtà nei prossimi giorni, dalla struttura con tutte le sue eccellenze ai maestri dei corsi.

Per il momento, vi segnalo con grande onore e piacere questa iniziativa, ricordandovi che siete tutti i benvenuti e che potrete prenotare la vostra partecipazione ad ogni corso al numero fisso
0735.683185

o al numero di telefono mobile
347.7066911

Sbrigatevi! I posti sono limitati e ne sono rimasti pochissimi liberi!

Vi ricordo anche che, dopo i corsi, potrete cenare al Casolare con piatti della tradizione rivisitati dalla Chef di casa, Meri Sgariglia…anzi, ve lo consiglio proprio!

“Li Matti de Montecò” – Il racconto di una terra attraverso il Saltarello

La storia di una terra raccontata da balli e canti popolari.

Il Saltarello mi ha sempre affascinata fin da piccola, dai particolarissimi costumi indossati dai ballerini, ai velocissimi passi che a volte non riuscivo a vedere nel particolare tanto fossero rapidi.

Mio nonno mi raccontava che in campagna ancora si ballava questo “saltarello” e che era lo svago dei tempi, “si stava meglio quando si stava peggio, ci si divertiva con poco, quello avevamo!”

Eh sì, si stava meglio quando si stava peggio, si apprezzava lo stare insieme, ci si divertiva mangiando, bevendo e ballando. Sono molto felice, quindi, oggi, di presentarvi un’iniziativa del mio territorio e, nello specifico, di un gruppo di giovani di Montecosaro.

“Li Matti de Montecò”, associazione culturale nata del 2007, è un’iniziativa nata proprio con l’intento di tramandare la storia di quando “si stava peggio”, quando, nella realtà contadina del XIX secolo, ci si svagava dopo il duro lavoro nei campi.

Dalla ricerca e dallo studio dei balli popolari, alla condivisione delle tradizioni all’insegnamento a grandi e piccini, tutti i 30 elementi portano avanti questo impegno: tramandare un’identità.

Il gruppo, fondato da Claudio Scocco, figlio di Franco Scocco, organettista e fondatore del gruppo “Val di Chienti” di Montecosaro Scalo, rinomato negli anni ’70 ed ’80, ha come primi componenti proprio la figlia di Claudio, Monia Scocco, ballerina di Saltarello fin da piccola ed ora insegnante per grandi e piccini. 

E sono tre, tre generazioni che tramandano un territorio e tengono viva questa meravigliosa ed allegrissima danza popolare.

Il loro nome, “Li Matti de Montecò”, deriva da un detto popolare “A Montecò chi non è matto non ce lo vò e chi non è matto bè, non ce lo vò pè ‘gnè” che significa letteralmente “A Montecosaro chi non è matto non ce lo vogliono e chi non è matto per bene non ce lo vogliono per niente”.

Come sapete, anche i detti hanno una loro storia e questo proviene dal periodo della peste, quando -così si tramanda- Montecosaro accolse tutti gli sfollati dentro le proprie mura. Da qui il consueto chiamare gli abitanti di Montecosaro “li matti”.

Il saltarello è quindi la nostra identità, è espressione del territorio della Marca del Sud. Ogni zona ha il suo, ogni zona ritmi e passi che cambiano da provincia a provincia.

Le Marche, regione al “plurale”, non devono far altro che unire la loro coralità di intenti. Ecco cosa fanno “li Matti de Montecò”. Nell’arte della danza popolare, raccontano chi siamo, in ogni sfaccettatura.

Se volete divertirvi un po’, vi consiglio questo video, performance del saltarello fermano, in assoluto il mio preferito!

SALTARELLO FERMANO

Presentazione del Saltarello al TG 3

Non mi dilungherò nel ricordare i tanti riconoscimenti locali e nazionali, (dal 2009 è affiliato alla F.I.T.P. -Federazione Italiana Tradizioni Popolari -che comprende più di 300 gruppi folklorici nazionali), ma tengo a far presente l’attività di insegnamento e performance tenuta anche nelle scuole, dal saltarello all’organetto, attività FONDAMENTALE per non perdere la nostra storia, tramandandola quindi ai più piccini, magari raccontando col supporto degli insegnanti, anche la vera vita da cui proviene questa terra, la dignità della vita contadina.

Oltre a tutto quello che ci insegnano nei loro spettacoli, nei seminari e nei corsi, come non dare una nota personale emotiva. A me il saltarello, come era effettivamente all’epoca in cui lo ballavano a fine giornata nell’aia, mette TANTA ALLEGRIA E VOGLIA DI VIVERE. Non so se perché è espressione di questa gioia o se è perché sono “Marchisciana docche”, ma chissà che un giorno non mi venga voglia di impararlo anch’io?

Una cosa è certa, seguirò attentamente l’attività di questo magnifico gruppo ed andrò a trovarli per assistere alle loro divertentissime perfomance.

Seguiteli anche voi!

Canale Youtube https://www.youtube.com/channel/UC7BUzoDb3_3TjlgWPX8nuuQ

Sito web http://www.limattidemonteco.it/

Ogni tanto si dovrebbe tornare a quando si stava peggio per ricordarci la magia dello stare meglio insieme.

Castelfidardo – Il Museo della Fisarmonica

Qualche giorno fa ero di passaggio a Castelfidardo, mi sono fermata per cercare il museo della fisarmonica, di cui tanti mi avevano parlato.

Il museo è ancora in ristrutturazione, ma, in attesa della riapertura del prossimo Maggio, il comune ha offerto uno spazio per una piccola mostra temporanea.

Una sorpresa trovare questo spazio aperto considerando fosse un giorno infrasettimanale. L’allestimento curato e l’accoglienza all’entrata decisamente gradevole.

Raro vedere dei paesi così fieri di se stessi, senza contare poi la promozione con ogni visitatore.

La piccola esposizione che ho visitato va dalle “scatole musicali” alle fisarmoniche vere e proprie, dalla fine dell’Ottocento alla seconda metà del Novecento.

Interessantissimo è il prototipo disegnato dallo stesso Leonardo con esemplare in teca all’ingresso, decisamente una chicca da vedere!

Sono riuscita anche a sentire il suono di una scatola musicale con disco di carta, per vedere il video cliccate qui!

Che dire, si attende la riapertura del Museo nella sua storica sede, intanto, divertitevi a fare un salto nella piccola mostra, ne vale davvero la pena!

Ci vediamo a Maggio! E se nel frattempo volete restare aggiornati, seguite la pagina Facebook!

La Basilica Imperiale di Santa Croce: una chicca in mezzo alla natura!

Benvenuti in una delle meraviglie della Marca del Sud!

La Basilica, sita nel territorio del Comune di Sant’Elpidio a Mare, zona Casette d’Ete, risale all’anno 887 d.C.. Non voglio, però, entrare nel dettaglio storico perché mi dilungherei davvero troppo.

Per chi fosse interessato, è possibile visitare il sito dell’Associazione Santa Croce e scaricare pubblicazioni e documenti molto interessanti!

Intanto vi ho riporttato nelle foto di seguito una breve descrizione esposta all’esterno della Basilica, pannello informativo di un progetto ben più ampio che prevede la riqualificazione del bene immobile e di tutto lo spettacolo naturalistico che lo circonda.

Ero già in contatto con l’associazione che si occupa della promozione e delle visite guidate all’interno della Basilica, ma non sono mai riuscita ad andare per gli orari di apertura limitati.

Parlando con uno dei componenti, ho saputo che domenica scorsa il sito era aperto per una visita prenotata da una classe delle scuole elementari.

Eh sì, avete capito bene! Di domenica, una maestra del posto, già conosciuta per la sua intraprendenza e per il suo amore per il territorio, ha portato i suoi ragazzi a visitare qualcosa che non dimenticheranno mai! Loro di certo non lo sanno, ma non la dimenticheranno! I genitori, dal canto loro, hanno deciso di collaborare spostando la gita da giorno infrasettimanale alla domenica mattina. Ce ne fossero di insegnanti e genitori così!

Beh, io ne ho approfittato, non avevo ancora visto la Basilica dopo il recente restauro.

Personalmente credo che si sia intervenuti in maniera un po’ invasiva, ma sommariamente il restauro è ben integrato con la struttura storica.

Di rado si ha la fortuna di avere un bene così prezioso nel proprio territorio, è qualcosa di unico, che, a mio parere, andrebbe riqualificato a dovere. E’ un pezzo importante della nostra storia.

Mi rendo conto che essendo bene privato sia difficile trovare un punto di incontro, ringrazio a tal proposito i proprietari per la disponibilità ad aprire al di fuori degli orari prestabiliti, augurandomi che si possa estendere la possibilità ad un pubblico maggiore, inserendo, tra l’altro, la Basilica all’interno di un percorso turistico più ampio e completo.

Sarebbe bello che diventasse un buon punto di incontro tra famiglie locali e turisti, il sito è uno spettacolo della natura e la sua storia è la nostra storia.

Nelle Marche ci sono diverse abbazie o monasteri, siti visitabili e fruibili di questo genere. Alcuni sono ancora da restaurare e tenuti in condizioni pessime, altri sono risistemati, ma chiusi al pubblico, in questo caso abbiamo un bene restaurato, fruibile, anche se nei limiti. Invito, quindi, la gente del mio territorio a conoscerne i gioielli!

Per il momento, mi sono goduta questo spettacolo e vi ho inserito in alto orari di apertura e contatti per poter prenotare una visita, APPROFITTATENE!

Ventinove a.C. nuove generazioni investono sulla Marca del Sud

Come promesso nei miei profili social, oggi vi racconterò una storia del nostro territorio, la storia della nuova e giovanissima Azienda Agricola XXIX a.C.

Giampaolo Montevidoni e Lorenzo Sanguigni, classe ’88, si sono conosciuti a scuola, Istituto Tecnico per Geometri. Dopo la maturità, prendono, come spesso accade, strade diverse. Giampaolo continua con la professione di Geometra e lavora nell’attività balneare di famiglia, Lorenzo prosegue, invece, gli studi scegliendo l’informatica e poi dedicandosi ai papillon in legno.

Dopo anni, pur venendo da due percorsi completamente differenti, i due amici decidono di condividere un progetto importante, coltivare il bambù, cominciano quindi a cercare il terreno giusto.

Trovano, nella città di Falerone, a due passi dal teatro romano, un campo che, però, ha degli ulivi antecedenti al ’56, anno della storica gelata, ed è lì che decidono di abbadonare i primi intenti e perseguire la faticosa “Strada dell’Olio”, valorizzando quel che il tempo aveva fatto sopravvivere. 

Badate bene, non si tratta di ulivi normali, anzi, si tratta di Piantone di Falerone, una delle tipologie più “abbandonate” negli ultimi decenni, quasi dimenticata.

E’ proprio vero che la fortuna aiuta gli audaci! Questi due ragazzi sono passati da un’idea di coltivazione di bambù, notoriamente intensiva, ad una riscoperta della nostra storia contadina e natuale, intraprendendo un percorso addirittura bio!

Riazzerano tutto e ricominciano da capo, facendo rifiorire il tesoro che avevano trovato.

Gli ulivi necessitano di attenzioni e di cure, il mercato è complesso e, per i ragazzi, il percorso inizialmente completamente sconosciuto. Giampaolo e Lorenzo, però, non si sono fermati, si sono rimboccati le maniche ed hanno deciso di frequentare corsi di potatura, studiare, confrontarsi con specialisti del settore, partecipare a convegni specializzati.

La prima produzione (2016) è molto piccola, ma i ragazzi sono pronti a rilanciare per il 2017. Cominciano a piantare nuove colture (Piantone di Falerone, Piantone di Mogliano ed Ascolana Tenera) che, però, daranno i loro frutti solo fra qualche anno, e allora trovano anche un altro campo già coltivato per affrontare il 2017. Sorprendente è la loro intraprendenza che, mista ad un’attenta formazione, costruisce non solo un sogno, ma anche una vera e propria azienda agricola capace di realizzare, oltre ad un ottimo Olio Monovarietale di Piantone di Falerone, anche un Blend dallo straordinario equilibrio. Provano anche con le olive da mensa che, fatto salvo per l’Ascolana Tenera, non si trovano facilmente sul mercato, infatti….le hanno già terminate e non sono riuscita ad assaggiarle!

Molte le aziende giovani nel territorio, perché mi sono interessata proprio a loro?

Nonostante sia presto per la certificazione bio, hanno già scelto da che parte stare e, come sapete, questo per me è fondalmentale. La certificazione è solo un aspetto sulla carta, quel che ci interessa davvero, è sapere quanto quanto si siano rispettate natura, ambiente e salute umana.

Per evitare l’utilizzo di trattamenti  chimici, infatti, hanno preferito lavorare il terreno con erbe naturali, così da permettere alla terra stessa di produrre l’azoto necessario da far assorbire direttamente alle radici degli ulivi, un lavoro molto accurato e previdente che ha un solo significato: amore per la terra e per la storia.

Hanno valutato molto attentamente anche tutto il processo di lavorazione del prodotto, scegliendo accuratamente il metodo più adatto a mantenere la miglior qualità organolettica.

Sono rimasta davvero colpita dall’entusiasmo e soprattutto dal loro metodo di lavoro ben studiato, anche per la vendita e per le strategie di mercato utilizzate per posizionamento di prodotto ed azienda.

Ristoranti di alto livello, mercato italiano ed estero, in primis Austria, hanno già risposto alla qualità!

Anche il nome ed il marchio sono frutto di studio ed approfondimenti. sì, 29 è il numero che corrisponde alla loro età oggi, ma si riferisce all’anno di fondazione della città di Falerone. Niente è casuale, la competenza si vede soprattutto nel dettaglio!

Il marchio è pulito, etichette semplici e chiare, in cui non c’è bisogno di lente d’ingrandimento per leggere avvertenze e particolari, chiari anche i rimandi al territorio ed alla sua storia. Tutto realizzato in maniera limpida e trasparente, dalla coltivazione alla vendita, senza possibilità di “sgarro”.

Un’attenzione da perfezionisti decisamente piacevole e rassicurante.

Molti giovani partono e se ne scappano all’estero, molti altri restano e costruiscono la controtendenza di questo secolo: il ritorno alle origini.

Finalmente c’è una generazione che crede nella storia, nella cultura contadina e nelle potenzialità uniche di questa nostra terra.

Chissà che questa nuova realtà non ci racconti altro nel prossimo futuro?

#staytuned #tobecontinued

Intanto, nell’attesa, visitate la Pagina Facebook, troverete anche tutte le indicazioni per poter acquistare il prodotto!